Il Santuario di San Gerardo Maiella

Nei pressi di Caposele viene costruita nel 1200 una cappella in onore della Madonna, “Sancta Maria de Silere”, cioè “Santa Maria del Sele”, che viene trasformato nel 1527 in “Santa Maria Mater Domini” come lei stessa si sarebbe definita in un’apparizione a dei contadini.

Nel 1746 Sant’Alfonso Maria de’ Liguori accetta l’incarico di prendersi cura della chiesa e costruisce nei suoi pressi un convento per i Missionari Redentoristi, l’ordine religioso da lui fondato. In questo convento abita ed opera, assistendo i bisognosi e compiendo miracoli, Gerardo Maiella dal 1754 al 16 ottobre 1755, giorno della sua morte, sopraggiunta a causa della tisi.

Dopo la beatificazione di Gerardo la piccola chiesa diventa insufficiente ad accogliere i pellegrini e viene quindi ampliata, mentre nel 1929 dopo la santificazione viene inglobata nella nuova Basilica.

Nel 1974, accanto alla Basilica e comunicante con essa, viene edificato un nuovo Santuario dedicato a San Gerardo, al quale sono stati aggiunti ampi locali destinati ai pellegrini.

Distrutto dal terremoto del 23 novembre 1980, il Santuario è stato ricostruito quasi fedelmente.

Nel Santuario possiamo vedere:

  •  il corpo di San Gerardo conservato in un’urna di cristallo, argento e madreperla, posta  al centro della chiesa;
  • la statua di S. Gerardo vicino all’altare della navata destra;
  • la statua della Madonna in ginocchio in attesa dell’Annunciazione;
  • gli antichi altari ricollocati dopo il restauro nella navata centrale e in quelle laterali;
  • la ricostruzione della cella di San Gerardo, arredata con piastrelle e oggetti antichi;
  • il “pozzo di San Gerardo” (oggi situato vicino alla sacrestia), una cisterna per l’acqua piovana utilizzata dai monaci per tutte le necessità quotidiane e dai pellegrini per dissetarsi e rinfrescarsi.

Si possono inoltre visitare:

  • la “stanza dei fiocchi” dove sono esposti gli oggetti che le donne hanno portato al Santo, patrono delle mamme e dei bambini: foto soprattutto di neonati (molte quelle risalenti agli inizi del ‘900), fiocchi, giochi…
  • la sala dei presepi dove sono esposti tanti presepi, diversi per stile e provenienza; in sottofondo il canto “Tu scendi dalle stelle” scritta da Sant’Alfonso Maria de’ Liguori.
  • il Museo Gerardino, annesso al Santuario raccoglie arredi liturgici, paramenti sacri e opere artistiche del ‘600, ma soprattutto oggetti e opere relative alla vita di San Gerardo: lettere autografe, ex-voto, strumenti di penitenza (tra i tanti c’è un cuore di metallo con punte sporgenti che Gerardo metteva sul petto  che perciò sanguinava), dipinti che riproducono episodi e miracoli della vita del Santo, il primo sepolcro e le quattro urne (la prima è in semplice legno, le altre in oro e argento) che ne hanno custodito il corpo fino al 2000. Attraverso una grata si può vedere la stanza dove morì San Gerardo arredata con i semplici oggetti che gli appartenevano.

L’abitato di Materdomini prende il nome dalla statua della Madonna in preghiera e si sviluppa al crescere del flusso dei pellegrini per soddisfare le loro necessità. Le poche case costruite intorno alla prima cappella hanno dato vita ad un centro abitato, frazione di Caposele, dotato di tutte le strutture.

La principale attività è il turismo religioso perlopiù di un sol giorno: qualche albergo ma soprattutto ristoranti, pizzerie, rivendite di souvenir…

 

 

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